A volte ritornano : ecco Simone Fontecchio 2.0

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nella foto d’archivio : Simone Fontecchio in maglia Virtus marca Pietro Aradori che, nel prossimo campionato, sarà il suo capitano
A volte dal passato riemergono ricordi belli e struggenti, a volte fantasmi di episodi spiacevoli che cerchiamo di dimenticare e non ci riusciamo. La retrocessione in A2 fu per la Virtus e il suo popolo un dramma, sportivo finchè si vuole, ma sempre un dramma. Nonostante la fulminea promozione e il ritorno alle posizioni consuete, la ferita non è evidentemente ancora completamente chiusa.
Quella retrocessione ebbe molti padri ma, come spesso succede nel basket, chi si piglia l’ultimo tiro può diventare l’eroe positivo o negativo, alla fine i responsabili divennero solo l’ultimo allenatore e gli ultimi giocatori.

Poi è vero che il dito medio ai tifosi che insultavano lui come gli altri, in più occasioni, non lo feci io ma lui, però aveva vent’anni e si trovò a gestire una pressione esagerata per un giovane buttato nella mischia causa necessità. Sarebbe ingiusto però dimenticare che a 19 anni, proprio nel derby d’Italia all’Unipol Arena, annullò Alessandro Gentile facendolo deragliare e innervosendolo, consentendo alla Virtus di conquistare l’ultima vittoria in campionato contro l’odiato nemico, così come che nell’anno della retrocessione un paio di suoi tiri a fil di sirena diedero due vittorie che sarebbero poi stata merce rara.

Spiazzando tutti ieri la Virtus ha annunciato il ritorno di Simone Fontecchio, prodotto del vivaio virtussino, il giocatore che, piaccia o no, è il miglior prodotto della cantera negli ultimi dieci anni. Su di lui c’erano grandissime aspettative, tutta la trafila delle nazionali minori, l’arrivo giovanissimo in serie A dove fu subito protagonista, miglior Under 22 nella stagione 2014-2015, 8 volte con la nazionale maggiore, il ragazzo Pescarese non ha ancora 24 anni (li compirà a dicembre) e viene da un’annata insoddisfacente, l’ennesima in maglia Olympia.
In serie A ha brillato solo a Cremona dove andò in prestito a dicembre 2017, con la Vanoli 10 punti e 4 rimbalzi di media in poco più di 20 minuti a gara. Alla fine del campionato scorso però non restò a Cremona : tra lui e Meo non scoccò mai la scintilla della stima totale, nella finta libertà del disordine organizzato del gioco di Sacchetti, lui abituato ai rigidi schemi di Pianigiani non si trovò completamente a suo agio e il contratto ancora in corso con l’Armani lo convinsero a rientrare.

Adesso lui e la Virtus hanno l’occasione forse più ghiotta, Sasha Djordievic ha deciso di scommettere su di lui correndo un rischio calcolato e lui ha scelto di rimettersi in gioco e la faccia, sfidare gli inevitabili malumori (per usare un eufemismo) della curva, ritornare alla Società che l’ha cresciuto. Dimostra con questa scelta di avere quel carattere che, molti, l’hanno accusato di non avere, quegli attributi che molti gli negano.

Ha compiuto la scelta più difficile : poteva andare comodamente a Reggio Emilia, alla corte di Buscaglia, e continuare ad essere solo il primo nemico del tifo bianconero, invece stupendo tutti ha deciso di rischiare e tornare a vestire la Vnera, in questa decisione c’è tanto del coach che lo ha fermamente voluto, lo allenerà, lo dovrà probabilmente difendere dall’ostilità dei suoi stessi tifosi che lo aspetteranno col fucile spianato ad ogni minimo errore. Dovrà far ricredere tutti a suon di canestri e rimbalzi.
Vincendo la scommessa la Virtus si trova nel roster un’ala piccola (2,03 per 91 kg.) che a 24 anni ha già giocato 6 campionati di serie A e 2 eurolega, seppur con impieghi minimali, come tutte le scommesse si può vincere o perdere : Fontecchio e la Virtus ci credono.

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