Troika Laundromat, lo scandalo sul riciclaggio di denaro russo travolge le banche

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  • Le rivelazioni su un’enorme trama di riciclaggio che stabilisce un collegamento fra denaro sporco di origine russa e una serie di aziende e istituti finanziari occidentali si stanno ampliando fino a coinvolgere altre banche europee
  • Ing è l’ultimo istituto di credito del quale è stato fatto il nome in relazione al cosiddetto “scandalo Laundromat”, mentre l’Organized Crime and Corruption Reporting Project continua a centellinare le sue scoperte in partnership con altri media
  • Il titolo Raiffeisen ha chiuso le contrattazioni in ribasso dell’1,8% mercoledì scorso dopo aver ceduto addirittura il 14% martedì. Il corso azionario di Ing è sceso del 4% circa mercoledì, ma ha poi chiuso la giornata a -2,2%
  • “Prendiamo molto sul serio tutti i segnali di questo tipo, numerosi dei quali sono relativi ad anni fa” ha dichiarato Ing

Le rivelazioni su un’enorme trama di riciclaggio che stabilisce un collegamento fra denaro sporco di origine russa e una serie di aziende e istituti finanziari occidentali si stanno ampliando fino a coinvolgere altre banche europee.

La trama, soprannominata “Troika Laundromat” (lavanderia della Troika), è stata scoperta da giornalisti investigativi dell’Organized Crime and Corruption Reporting Project (Occrp) e del sito informativo lituano 15min.lt. Secondo l’Occrp il sistema ha consentito che dal 2003 all’inizio del 2013, circa 4,8 miliardi di dollari di fondi provenienti da aziende e persone russe siano fluiti in Europa e Stati Uniti.

L’Occrp ha stabilito che le origini della trama risalgono alla più grande banca russa d’investimento privato, la Troika Dialog.

Ing, una delle banche più grandi dei Paesi Bassi, è l’ultimo istituto di credito del quale è stato fatto il nome in relazione al cosiddetto “scandalo Laundromat”, mentre l’Organized Crime and Corruption Reporting Project continua a centellinare le sue scoperte in partnership con altri media. Le azioni della banca si sono deprezzate di oltre il 4% dopo che il quotidiano olandese Trouw ha riportato che centinaia di milioni di euro sospetti erano stati incanalati attraverso le sue filiali in Russia.

Nei servizi dei media dedicati al caso sono stati citati molti altri istituti di credito con legami con la Russia o conti sospetti (Bloomberg ha pubblicato un utile elenco), comprese Nordea, Swedbank, Abn Amro, Rabobank e Danske Bank (che è già stata implicata in uno scandalo legato al riciclaggio di fondi russi).

Danske Bank e l’istituto lituano Ukio Bankas hanno elaborato pagamenti passando attraverso conti austriaci con un valore totale di circa 967 milioni di dollari, secondo Hermitage Capital Management (citata dall’Oocrp).

“Prendiamo molto sul serio le attività che sollevano sospetti di possibile riciclaggio di denaro, e investiamo una quantità significativa di risorse in tali importanti questioni” ha dichiarato Swebank in un post. “Stiamo indagando sulle accuse formulate sui media e stiamo cooperando con le autorità competenti.”

In risposta alla richiesta di un commento da parte di Business Insider, Abn Amro ha sottolineato di non avere nulla a che vedere con le attuali accuse, dato che fu rilevata nel 2007 e trasferì i fondi citati sui conti di altri istituti.

Nordea, Rabobank e Danske Bank non hanno risposto immediatamente alla richiesta di un commento mercoledì scorso.

“Prendiamo molto sul serio tutti i segnali di questo tipo — numerosi dei quali sono relativi ad anni fa — come abbiamo sempre fatto negli ultimi anni, particolarmente nel contesto del nostro programma di potenziamento dell’area Know Your Customer (Kyc)” [conoscenza del cliente], ha dichiarato il portavoce di Ing Raymond Vermeulen in un messaggio inviato a Business Insider.

Ing ha già pagato una sanzione di 775 milioni di euro l’anno scorso, a seguito di un’indagine olandese da cui era emerso che criminali accertati erano riusciti a riciclare denaro per diversi anni attraverso conti della banca. Il suo titolo ha chiuso la giornata di mercoledì scorso in flessione del 2,2%.

Raiffeisen Bank è stata duramente colpita dallo scandalo quando la notizia è stata rivelata per la prima volta da alcuni quotidiani, fra cui il Guardian, tanto che il suo corso azionario martedì scorso è crollato del 14%. Questa banca austriaca ha un’ampia presenza in Russia e mercoledì le sue azioni sono arretrate di un ulteriore 1,8%.

In un commento rilasciato a Business Insider dopo le rivelazioni di martedì scorso, Raiffeisen ha detto che stava conducendo un’indagine interna e che “soddisfa tutti i requisiti antiriciclaggio”.

Anche Deutsche Bank — già afflitta da altre controversie — è stata coinvolta: pare che più di 889 milioni di dollari siano passati attraverso i suoi conti per finire in quelli della trama, secondo la rivista tedesca Süddeutsche Zeitung.

Deutsche Bank non ha voluto rilasciare altri commenti oltre a un comunicato emesso martedì in risposta alle accuse. “I clienti di Deutsche Bank sono le cosiddette respondent bank” [cioè le banche destinatarie] aveva scritto nel comunicato. “È innanzitutto compito della respondent bank effettuare controlli sui suoi clienti in linea con le normative applicabili sulla conoscenza del cliente.”

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